VF5 la storia continua – WF5 the story to be continued

Fu quindi l’inizio ma a una condizione! Oltre i quattro musicisti, la squadra si componeva di un quinto fondamentale elemento, Naccio (diminutivo amorevole e fraterno di Romano, poi diventato Romanaccio).
Bruno era (ed è) sempre stato un appassionato ed attento esecutore dei brani proposti dagli strampalati amici capitati in Giachin street sui quali psichedelici brani creava interessanti spunti suggerendo tempi (a Vito) e modi tendenti a calmarli… a volte doveva fare la voce grossa (per coprire il rumore della “nuova” Kingstone Drum di Vito sino ad usare la forza con tutti e tre.. essendo Bruno (ed è ancora) un personaggio spiritoso e spassosissimo e sempre pronto alle battutte e alle sonore risate serali in orari notturni dovette presto fare i conti con la severa educazione della sua famiglia (calabrese) che “processandolo” gli chiese presto conto di cotanti entusiasmi espressi per lo più in strada ove tutto il vicinato poteva vedere e sentire tali interperanze e lo condannò ad una certa reclusione motivata dalla necessità di anteporre lo studio e la vita famigliare a certe stravaganze musicali perlopiù effettuate in sordide cantine in compagnia di loschi figuri.. In pratica Bruno lo si vedeva sempre meno e quando appariva (solo in orari diurni) si muoveva con circospezione .. qualcuno giura di averlo visto arrampicarsi come un geco per raggiungere gli amici travestito da befana da babbo Natale e anche da uovo di Pasqua . . però le sue assenze iniziarono a pesare sulle composizioni dei… ma come si chiamavano ?? eh eh.. questa è un’altra parte della storia… Comunque venne chiamato da Valter e Marco un’altro lupetto il Lorenzo (il bello) noto organista da parrocchia in soccorso di quelli che “and then there were three” (cit. da famoso album dei Genesis dei quali erano tremendamente appassionati “restarono in tre”).. Restava da spiegarlo a Bruno

(ma questa è una storia amara che vi racconterà lui) Bruno a caccia_ _ _

Lorenzo "il bello"
Lorenzo “il bello”

Intanto Naccio si era dato al totocalcio e smistava scommesse di ogni tipo anche sul gruppo Lorenzo vs Bruno al 1 a 12 il ritorno del Brusa 1 a 20… ma perdeva sempre tutto… ma tutte le sere delle prove era puntualissimo e non se ne perdeva una (chissà perchè?)..
Lorenzo racconta: Doveva essere stato di sicuro un sabato pomeriggio del 1976 o 1977, ero in camera mia intento a studiare o a perder tempo ad un tratto sento suonare il citofono….Mi affaccio alla finestra e chi ti vedo??

Bhe questo me lo ricordo…..due miei compagni scout Valter, Marco e uno spilungone alto e secco, un tale Vito, mai visto prima di allora. Pur chiudendo gli occhi e concentrandomi sul passato non ricordo le esatte parole che uscirono dalla quella conversazione ma è facile intuire che quello che mi si chiedeva era -“hai una tastiera, giusto?? Allora dai muovi il culo e vieni con noi”.Corso Venezia – Via Giacchino …..a piedi…. con quella caz…di pesante tastiera Tiger Eko modello “Quattro Suoni in Croce” con annesso pedale di espressione….
– Dov’è che andiamo??
– Miiii te l’ho detto in Via Giacchino, stiamo formando una band e suoniamo nella cantina di Vito.GiachinStreet_115546[1]
Figo*!
E fu veramente Figo …..quella cantina, con i pomodori appesi al soffitto e varie masserizie sparse un pò quà e un pò là, è stata in quel periodo la mia isola felice.

“Vito dai batti quattro” e iniziammo a suonare, Valter alla chitarra, Vito alla batteria, il sottoscritto al raglio e alla tastiera e Marco al bas….basssoo,
– No, un momento, quello non é un basso ma è una chitarra con Paperino stampato sopra!!!
– Marco: “Mmmmmm Oreste (soprannome di Lorenzo) ma quanto Rughi!!”

E fu Ghibli il primo brano che suonai con loro, che emozione! Più avanti vennero altri brani ed il meraviglioso concerto a Teatro (ma questo è un’altro importante capitolo), ma sopratutto cominciai ad allargare le mie amicizie: Bruno, Dani (Naccio), Maurizio e Paolo (i due cantati “front man” del gruppo se pur in tempi diversi), e tanti altri…………formandosi così una allegra e talora spensierata compagnia.

 

  • Figo: un’espressione che per noi significava “grande!”, “forte!”, “bello, molto interessante” (non necessariamente perché lo fosse davvero, ma solo perché così lo avvertivamo, così ci appariva).!
  • RUGHI ma cosa significa ???
    Cari parolieri…
    Il verbo rugare, anche se regionale, è ormai entrato nel nostro lessico e tutti i vocabolari lo contemplano: Devoto Oli, Zingarelli, Crusca ecc. Ma mentre tutti sono concordi nell’attribuirgli il significato di “mormorare, disturbare, brontolare, seccare con brontolii minacciosi” come al solito vi è baruffa sull’etimo.
    Dal 1977 si deve poi a Marco l’uso della seconda persona del tempo presente del verbo rugare (tu rughi) come intercalare interrogativo, dubitativo, canzonatorio nonché sinonimo di persona importuna, seccatore, di ignavia, disinteresse e non per ultimo nella forma volgare rompib…”Curiosità da rugare con l’accezione “protestare con arroganza” si ha Rugantino, nome dato alla famosa maschera romanesca che rappresenta il brontolone e attaccabrighe. . .
  • Il vento chiamato Ghibli in Libia altri non è che lo Scirocco (dall’arabo shurhùq, vento di mezzogiorno); è un vento caldo, proveniente da Sud-Est. Lo Scirocco prende il nome dalla Siria, la direzione da cui spira il vento, prendendo come punto di riferimento l’Isola di Zante nel Mar Ionio. Lo stesso vento assume il nome di Jugo in Croazia. Nasce da masse d’aria tropicali calde e secche trascinate verso nord da aree di bassa pressione in movimento verso est sopra il Mar Mediterraneo. Lo Scirocco secca l’aria ed alza la polvere sulle coste del Nordafrica, provoca tempeste sul Mediterraneo e tempo caldo ed umido sull’Europa.

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