La rivalsa di Bruno (la storia vf5 continua) – Bruno redraft (wf5 story to be continued)

…ci sono momenti della vita, dove ognuno di noi crede di non dovere più sostenere esami ma questi, arrivano quando meno te li aspetti…
E fu così che una sera (chissà perchè ste cose succedono sempre con il favore delle tenebre) mentre Valter e Marco se la giocavano a “pimperepettanusa” a chi avrebbe detto a Bruno che non avrebbe più suonato con loro, Vito con immenso stile e grande spirito sociale, liquidò con due parole il malcapitato Bruno a fuoriuscire dal gruppo e lo condannò a tre anni di note forzate con i vinai Pregnus che nel frattempo oltre alla ‘mazurka di perifieria’, avevano anche imparato ‘Romagna mia’…che tristezza!!!
Per Bruno iniziò un periodo diverso ..non andò mai a suonare con i vinai ma si ritrovò a studiare nuovi mondi musicali provando ad eseguire cover dei Pooh, Lucio Dalla, il nuovo Battisti e, di tanto in tanto, anche scrivendo alcuni suoi brani che, segretamente custoditi, mai ‘divennero famosi’.
Una tastiera non bastava più ed era necessario investire in qualcosa di veramente forte!
Fu così che Bruno raccolse una sudatissima somma che gli permise di acquistare un vecchio Farfisa a doppia tastiera completo d i pedali di regolazione del volume e con l’aggiunta di un distorsore il quale faceva fuoriuscire suoni che ricordavano vagamente quelli di John Lord dei Deep Purple. Peccato che le tecniche dei due erano completamente distanti.
La tastiera era stata posseduta ( e modificata) dallo ‘stregone’ Maurizio G. noto tastierista “Giachinese” del pioneristico gruppo Ghost ed incredibile mito per tutti i musicisti del borgo.
Quella tastiera non migliorò mai il modo di suonare di Bruno ma fu un buon pretesto per farlo rientrare nella band che lo riaccolse dopo due anni, condonandogli il resto della pena per buona condotta…che grandi amici !!!
E fu così che Bruno si ritrovò nuovamente nel gruppo a fare anche lui il tastierista insieme a Lorenzo, con i soliti Vito, Valter e Marco (che nel frattempo avevano aggiornato anche la loro strumentazione) senza però un cantante, perchè Paolo R. aveva salutato tutti già da qualche tempo (questioni di cuore??)
Ma in quel periodo cosa suonavano i Vento Forza 5? 

Fu il periodo solo musicale (nessuno se la sentiva di cantare) il periodo delle sonorità rock del concerto istero-psichedelico un po rock e un po punk di VF5 at “Sospello Garden” (giardini Don Gnocchi di via Sospello anche questa città “vinta” dai francesi..).

 

Certo tastiere e tastieristi in gamba non mancavano ma ciononostante Vito aveva catechizzato tutti e con lo stesso metodo del bambino che non sa giocare a calcio ma, avendo portato il pallone, fa l’attaccante, sceglie la squadra e fa pure il capitano, diceva…“la cantina è la mia ma si suona ciò che volete voi, Hard Rock va bene, vero?” altre volte invece aggiungeva “ma se non vi piace l’Hard Rock, e magari avete voglia di suonare l’Havy Metal, non fatevi problemi!”.  Grande Vito !
Così iniziarono lunghe serate dove Bruno guardava Lorenzo in cerca di una nota da suonare e Lorenzo con lo sguardo fisso sui suoi assoli non guardava nessuno perchè non sapeva nemmeno lui cosa stava suonando ma nel casino generale ci stava sacco bene ! Lorenzo ebbe la lieve percezione un cambiamento di rotta al quale si chiedeva come contribuire…

Bruno , invece, decise da se che quel genere quella musica non facevano per lui e senza dire nulla, piano piano smise di accendere le tastiere e si accomodò nella zona della cantina dedicata agli amici non suonatori.
In quei giorni Bruno frequentava un caro amico tal Maurizio ed un giorno lo convinse ad andare con lui in cantina a sentire i “metallari”…Bruno sosteneva che Maurizio aveva la potenzialità di fare il cantante ma il giovin Maurizio temeva il microfono e gli sguardi degli altri …
Con molta insistenza, Bruno portò Maurizio dietro una tenda scura della “sala prove”e lo convinse a cantare lontano dagli sguardi di tutti… ma tutti capirono immediatamente che stava nascendo una stella..
Era un sabato pomeriggio e da quel giorno Maurizio iniziò una avventura canora strepitosa… che lo porterà negli anni molto lontano da “Giachin Street” (ma questa è un’altra storia che vi racconterà lui…)
Bruno invece quella di manager? …ma va !!!!
Ora il gruppo era nuovamente formato da 5 elementi e poteva tranquillamente continuare a chiamarsi Vento Forza 5… ma anche Wind Force Five.. un pò British !

Passavano i giorni e Bruno sentiva ancora l’esigenza di suonare in gruppo ma non trovava validi compagni di avventura, che non facessero musica dura (hard life..).
Nel frattempo il ragazzo si impegnava nel lavoro diurno e nella scuola serale.
Una sera si trovò a parlare di musica con un compagno di classe, un certo Nicola, al quale raccontò la storia dei Vento Forza 5.
Nicola disse a Bruno “anche io suono in una band e stiamo cercando un tastierista, vuoi provare?”.
Bruno si disse lusingato ma temeva di non essere all’altezza dell’esame.
Nicola era proprio un gran personaggio, accomodante, sempre con una buona parola per tutti e disse “tranquillo, da noi anche se sai suonare l’arpa, puoi fare parte del gruppo, perchè non è importante come suoni e cosa suoni, basta che hai voglia di fare gruppo!”.
Ma che bello era?
Fu così che una sera Bruno si ritrovò in una cantina di Via Gianfrancesco Re (Borgata Parella, tutta un’altra zona), alla presenza di Ivan, Giorgio, Marcello e l’affabile Nicola che gli dissero “abbiamo fatto un provino a diversi altri e dobbiamo scegliere chi suonerà con noi, tu cosa vuoi provare per capire se ci vai bene?”
Bruno si era informato da Nicola e sapeva che la band, si cimentava in rock italiano con particolare riferimento a PFM e New Trolls.
In quel momento sfruttò il brano che più di tutti aveva studiato e sulle note di Impressioni di settembre della PFM, superò l’esame ed entrò a fare parte dei TAFH (ma che voleva dire??? boh!!! ma chi e ne frega, l’importante era ricominciare).

Con questo gruppo Bruno iniziò un nuovo modo di suonare, aveva a disposizione la sua vecchia Farfisa ma in più in quella cantina di Via Gianfrancesco Re, c’era già a disposizione un piano elettrico Fender ed un’altra tastiera Farfisa, fighissimo !
Libero di essere ciò che voleva iniziò anche a cantare di tanto in tanto, facendo coppia canora con Ivan e talvolta con Giorgio.
Nicola, però, doveva (per volere di Giorgio, che più o meno usava la democrazia di Vito) suonare il basso elrttrico ma proprio non gli andava giù. Nicola in realtà inseguiva il desiderio di essere un chitarrista jazz-rock-blues voleva usare ampli e distorsore fino a fonderli.

Allora, per ricambiare il favore, Bruno presentò Nicola ai VF5 che lo accolsero dapprima occasionalmente ma poi sempre più come chitarrista aggiunto.. ma da queste grosse  novità (finalmente e nuovamente un volenteroso cantante Maurizio, e persino la possibilità di un secondo a nessuno entusiasta chitarrista Nicola) poteva concretizzarsi qualche progetto nuovo? Un nuovo genere per la band ?  Qualche nuova formazione ?? Lorenzo avvertì extra-sensorialmente un cambiamento… ma in realtà anche lui stava cambiando.. e i Tafh erano così vicini…

Stava forse nascendo in questa fucina un nuovo intereccio di musicisti, di generi e di ‘formazioni’ da “far paura’ ??

E’ stata questa la “dura scuola” dalla quale però ri-emerse la creatività e addirittura la capacità di ognuno di sapersi adattare ai cambiamenti dei generi e dei panorama musicali conservando un ‘cuore VF5’ ?

Ma queste sono altre storie che racconteremo più avanti.