VF5 L’inizio – Stili Individuali, Gusti condivisi e Genere Musicale Emergente – WF5 The beginning – Personal Styles, the same Taste in music & Emerging Genre of music

Ma che facevano sempre in cantina i ragazzi e, soprattutto, che genere di musica suonavano i Vento Forza 5 ???

Suonavano INSIEME !

Il genere il sound ..difficile delinearlo con precisione (specie con le parole) … ,però gli elementi dell’alchimia erano chiari: chitarra elettrica dal suono limpido (spesso arpeggiato), ma talora volutamente distorto in totale sodalizio con la chitarra basso (paperino),  divenuta poi un vero basso elettrico (allora costoso..) dal suono profondo, ma anche ben presente sull’armonia e sulle ritmiche (Marco bassista capace di raccordare con ingegnose scalette le une con le altre).

  Valter e Marco generavano con continuità brani disparati, utilizzando armoniosamente tutte le sonorità, le ritmiche e le armonie a loro disposizione. I brani dei “cordari” erano sia lenti – romantici (quasi acustiche ballate), sia “vivaci” e strutturati, ma occasionatamente “tendenti all’agitato”, per poi ritornare inaspettatamente all’atmosfera morbida (soft-progressive);  alcuni brani comprendevano tutte e tre le modalità descritte, altri brani, invece, erano posseduti da un ritmo “frenetico” al limite dell’eseguibile [brano “Frenesia”].

Il sound ricercato da chitarre e percussioni era il rock elettrico ma con ampie aperture soft al romantico (rock ballade ?), quest’ultimo aspetto molto confacente allo stile dei tastieristi Bruno e Lorenzo. Conseguentemente, le ritmiche di batteria su cui si era trovato proiettato Vito erano piuttosto impegnative, superfluo dire che Vito seppe affrontare la prova con caparbia, proponendo anche originali ritmi e “giri”, e riposandosi almeno un pò nelle fasi soft , quando, non riuscendo a trattenere il ritmo, picchiettava sui piatti…

Le “tastiere”, bisogna darne atto, hanno sempre saputo far tesoro di quanto proposto da ritmi e chitarre, ma la svolta di stile avvenne quando le “tastiere” di Lorenzo iniziarono ad imporre le composizioni ad accordi pieni, curate, oltre che nelle armonie, anche nelle innovative linee melodiche (talune persino cantabili tant’è che alcune venivano cantate dallo stesso Lorenzo).

Le “tastiere” di Bruno e Lorenzo che si avvalsero di tutte, ma proprio tutte, le sonorità dei loro “organi elettrici”, “modificate o effettate“, a quei tempi disponibili (molto poche rispetto ad oggi…). Cominciarono ad apparire in cantina i primi microfoni… Ricordo con piacere, ma ora anche con una certa tristezza, le lunghe suite provate senza sosta e senza bisogno della chitarra dove Marco, Lorenzo e Vito disperdevano tutta la loro energia creativa…

Il sound di VF5 si caratterizzava così sul soft-rock romantico, senza rinunciare ad essere elettrico (elettro-rock) ed anche un pochino elettro-pop, se si considera che, ai tempi, il rock era popolarissimo e si affacciava in Inghilterra il genere punk….

Valter un giorno collegò la sua Hofner ad una trasmittente-radio (CB) e la ricevente all’amplificatore e suonò dal cortile sopra la cantina ottenendo una sonorità che solo gli “octaver” sono oggi in grado di riprodurre (ma con molto meno “larsen”)!

Significativo il fatto che ogni strumento, ogni amplificatore, per modesto che fosse, ogni “effetto” per chitarra o per tastiere, veniva condiviso “fraternamente” e provato da tutti i componenti della band  (anche col microfono).. fino a trovare la giusta collocazione (per ogni brano) al fine di rendere il sound di tutto VF5 il più adeguato possibile alle comuni aspirazioni d’espressione…, a questo punto le definirei “artistiche”, ovvero musica d’insieme tesa a suscitare EMOZIONI in chi ci avrebbe ascoltato..

REGISTRIAMO SUBITO TUTTO !! SI FIGO ! Allo scopo vennero utilizzati dei registratori a nastro (cassette – “tape”).. Naccio portò tutti i nastri che aveva a casa: nastro da pacchi, da regalo per fiocchetti, nastrini per abbigliamento, nastro adesiv,o schotch isolante e anti-mosche ! “io i nastri li ho portati voi mettete il registratore” e fu appeso all’ingresso della porta della cantina…

Pensate ce ne sono tante cassette da 60, 90 e persino 46 minuti e talune funzionano ancora (nonostante le mosche) !

Si ma adesso che abbiamo “composto” tutti questi brani a chi li facciamo sentire ? E poi chi li canta? Lorenzo si vergogna.. Noi siamo mediamente stonati, o comunque troppo presi dal nostro strumento mentre suoniamo.. non possiamo pure cantare !

Eh già …Vorremmo mica restare un gruppo senza una voce principale, un “front man” alla Peter, Jan, o Robert,  che voglia raccontare-cantando qualcosa di noi, o di suo, che sappia comunicare qualcosa con noi, con altri, qualcosa di vero, di sentito, e che sappia anche ascoltare..

Come sarebbe bello con un cantante suonare in 5,  decidere il nostro percorso.. condividere un destino… un destino portato dal vento per i ragazzi del VF5..

       Renderemo qui disponibili alcune di quelle registrazioni per poter sentire qualcosa di VF5 degli anni 70 – 80 … perdonerete la riproduzione tecnicamente e tecnologicamente “scarsa” …

I 2 brani (adolescienziali 1976) di questa pagina sono probabilmente “VentoForza5” seguito da “Rebus” (che tale è rimasto specie nel genere), il primo è una delle migliori espressioni di cosa intendessimo per “elettrico” : vivaci e strutturati, “tendenti all’agitato”, ma inaspettatamente racchiudono  una parte più “morbida” (soft-progressive rock?). In entrambi il basso (o più probabilmente la chitarra basso) del giovane Marco… la “fanno da padrone” ! p.s scusate ancora la riproduzione.. (da sentire assolutamente con le cuffiette).